martes, 3 de febrero de 2009

Giustino e il carretto

Per guidare un camion, si sa, è necessaria una speciale patente. Non tutti lo possono - e lo sanno - guidare, ma guidare un carretto è cosa meno formale.
Certo se non conosci il cavallo che ti trascina sulla strada, potrebbe essere anche piu' pericoloso che guidare un camion; ma noi pensiamo alle cose semplici, per una volta, non per forza a quelle complicate.
Stava un pover'uomo in balìa della strada, a bordo, appunto, d'un camion.
Guidava gia' da ore e il sonno, nonche' la fame, cominciavano a inviare al suo cervello, segnali di insofferenza. Ma non voleva fermarsi. Ancora poche ore e sarebbe giunto a destinazione. Nella sua casa, dove lo attendeva, oramai non troppo ansiosa, una buona moglie e i suoi figlioli.
La moglie si chiamava Rosa. Rosa era sposata con Giustino, il camionista, da anni, tanti che oramai non teneva il conto, ma le notti trascorse con lui, quelle, le sapeva contare: saranno state, sì e no, una cinquantina. Sempre fuori, lui, sempre sul camion. Ora per un carico fino in Belgio, poi per un altro fino in Germania.
Vivevano così pressocchè separati, lui sul suo camion, lei sempre appresso alla casa e ai due marmocchi. Così li continuava a chiamere Giustino che non li aveva praticamente visti crescere.
Il sonno, dunque, urlava alle sue orecchie: "basta! per favore, fermati. Giuro che, se non metti ORA una freccia e ti fermi al primo Autogrill, comando al cervello di chiuderti gli occhi e, sta' sicuro, che non potrai riaprirli presto!! Il primo muro che incontriamo.. SBAAMMMM .. sarà la tua fine!". Lo stomaco, di rimando, commentava: "e non parliamo del bisogmo che avrei io di digerire qualche sostanza nutriente!! Ma io dico, come puoi pensare di andare ancora avanti cosi'? HO FAME!!". Ma Giustino non voleva sentire ragioni. Macchè fame e sonno! Io vedo già la camicia da notte della mia Rosa. Sento già alle narici il profumo del brodo che lei cucina così bene ... Ah com'è profumata la casa quando la mia Rosa cucina la carne in brodo!!".
Mentre se stava lì, col volante in mano, a pensare alla casa olezzzante del brodo cucinato dalla sua Rosa... un rumore improvviso lo fece sobbalzare. E non ebbe tempo di pensare, di capire da dove venisse quel rumore sordo, scrosciante, frusciante quasi, come il rumore che fa la stagnola che ricopre un piatto di.. diciamo carne bollita preparata da Rosa, per restare in tema.
Quello che seguì lo racconto a te, ma Giustino non lo sentiva già più. Il sonno, così come aveva preavvertito, aveva comandato, senza ulteriori avvisi, al cervello, di chiudergli occhi, proprio mentre Giustino assaporava l'odore gustoso di un piatto di carne in brodo. Era stato quello il danno piu' grave, perchè se Giustino avesse visto con i suoi propri occhi quel folle che, a bordo un carretto trascinato da un vecchio baio, aveva deciso di frapporsi fra il suo camion e il suo sogno, avrebbe sterzato, avrebbe frenato. Qualche reazione l'avrebbe avuta. Invece gli occhi di Giustino erano sul piatto di carne in brodo e il carretto... sotto le sue ruote.
I camionisti hanno di queste piccole mancanze di attenzione, si sa. Perchè sono sempre in viaggio e, forse, a volte, si cullano del fatto che la strada è sgombra, che il mezzo è grande, e che. 2è più facile per un mezzo piccolo vedere uno grande che non viceversa".
Malombra, invece, il cavallo, non sapeva che Fabiano lo stava portando su una strada a scorrimento veloce, dove i camion vanno a 90 all'ora, sognando un brodo caldo.
Una piccola strada di campagna, dava, infatti, accesso alla superstrada. E Fabiano voleva provare a correre una volta, correre su una vera strada. Sfidando, magari un camion.
1/(segue)

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