miércoles, 4 de febrero de 2009

Giustino ed il carretto (2)

Aperti gli occhi Giustino fece un sbadiglio rumoroso, stiracchio' gambe e braccia, poi si stupi' d'essere ancora sul sedile del suo camion. Non aveva dormito molto, anzi, forse, non aveva dormito affatto. Aveva solo chiuso gli occhi un momento. Apri' la portiera e scese dal camion. Davanti ai suoi occhi si svelo' una scena che sembrava tragica. Sotto la ruota anteriore destra del camion c'erano pezzi di uno strano legno decorato, e lì accanto, appoggiato ad un muretto Fabiano col volto fra le mani. "Ehi, - gli disse quasi gridando per l'emozione - ti sei fatto male?" Fabiano allontano' le mani dal viso e lo guardo' con aria imbambolata, poi con voce tremante balbetto': " eehmm ...io? male... ehhm... sembra no ... ehmmm non lo so veramente ... e tu? ti sei fatto male?" questa frase sussurrata appena, con la voce tremante e lo sguardo perso nel vuoto lo fece trasecolare. Era stata una fortuna, quasi un miracolo restare vivi dopo l'impatto. Il carretto era appena entrato nella superstrada e lui, semplicemente, non lo aveva visto. La ruota anteriore aveva urtato la sponda posteriore che si era staccata ed il rumore, anche nel sonno, aveva svegliato i riflessi di Giustino che aveva subito azionato il freno.
Per questo motivo se ne stavano a guardarsi, cercando un motivo per giustificare quel che era accaduto.
Fabiano era un irrefrenabile sognatore. Aveva dipinto lui le sponde di quel carretto. Un tempo suo padre era stato in Sicilia e gli aveva raccontanto dell'arte antica di dipingere i carretti. Cosi' Fabiano aveva cominciato col dipingere ogni pezzo di legno che si trovava per le mani ed un giorno, precisamente con la prima paga di operaio, aveva acquistato tanta legna da farci un carretto. L'aveva decorato usando i colori che ci sono fra le nuvole, quando il cielo, improvvisamente, da buio comincia a farsi chiaro e l'aurora dipinge di rosa i ciuffi di nuvole vaganti nell'aria. Aveva imparato ad usare colori ad olio che diluiva con la trementina. Le sponde di questo piccolo carretto erano rosacee ed arancio, con qualche punta di lilla e anche di verde. Le nuvole avevano riflessi d'azzurro. Era bello il suo carretto, e aveva trascorso mesi a lisciare il legno perche' non avesse rughe. Era felice Fabiano, quel pomeriggio, perche' finalmente era salito sul carretto ed era a spasso col suo migliore amico. Ma perche' aveva deciso di attraversare quella strada?
Il sordo rumore del legno trascinato continuava, intanto, a riempire l'aria. Giustino volto' lo sguardo ed intravide, oramai lontano, i rEsti del carreto che il cavallo, impazzito dalla paura, stava trascinando sulla strada. Tocco' il braCcio di Fabiano che si sveglio' dal suo angosciato stupore e si mise a gridare con quanto fiato aveva in gola: "MALOOOOOMBRAAAA ... FERMATIIIII".
2\(segue)

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