Capita a tutti di vedere figure nelle nuvole. Ho visto cigni, papere, scoiattoli, mani che si uniscono, leoni.
Quel giorno ero seduta su uno scoglio ed era un pomeriggio d'estate.
Guardando il cielo ho intravisto in una nuvola una sagoma umana che sembrava ne contenesse un'altra. La sagoma grande era dolce e tenera nei confronti della piccola e sembrava proprio la rassicurasse.
Così mi sono identificata con la piccola sagoma ed ho attribuito alla grande il nome di "padre". Questo padre, molto piu' grande della figliolina, che teneva teneramente sui ginocchi, parlava con lei e le raccontava di come, nonostante il mondo fosse pieno di pericoli, la sua presenza paterna l'avrebbe sempre protetta.
Io ho perso il papà quando ero una bambina, così, a questo padre, ho dato il nome del piu' grande Padre, quello Eterno, Dio.
Man mano che la piccola si rasserenava, le due sagome sembravano fondersi in una sola, finchè della piccola sono rimasti solo i riccioli, mentre il padre la racchiudeva in se, come a volerle dire che l'avrebbe sempre protetta come fosse la sua stessa persona.
Non so dire quanto sia durata questa "contemplazione" del movimento lento di una nuvola. Forse mezz'ora, forse qualche minuto soltanto. Ma sono trascorsi tanti anni. Ed ogni volta che ci sono nuvole in cielo cerco ancora di ritrovare quella bimba tenuta fra le braccia del padre.
Forse per questo amo guardare le nuvole.
Cerco quel tenero abbraccio che mi svelo' la possibilita' d'una serena aspettativa del futuro.






1 comentario:
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