jueves, 13 de noviembre de 2008

Passeggeri

in treno da fiumicino a tuscolana, ho preso posto di fronte ad un signore intento a leggere un libro.
Poteva avere sessanta anni o su di lì. Gli angoli della bocca piegati all'ingiu'. Occhiali spessi e sguardo concentrato sulle pagine del suo libro. Non ha mai sollevato lo sguardo che ne so verso il fimestrino, verso gli altri passeggeri del treno, tutto preso dalla sua lettura. Di tanto in tanto, sempre senza alzare lo sguardo, metteva la mano destra dentro la giacca e tirava fuori una matita. Appoggiava la punta al libro, premeva il pulsantino della matita e, stabilizzata la mina, sottolineava un rigo. Poi ripovena la matita nella tasca interna della giacca e continuava la sua lettura.
L'ho osservato parecchio. Studia? Perchè sottolinea una parola o due? E perche questo posa la matita, prendi la matita, fuori la mina, dentro la mina? Non sarebbe stato piu' facile leggere con la matita in mano, pronta per sottolineare quello che gli interessa?
Non cambiava espressione quando beccava qualcosa da sottolineare. Quando mi capita di trovare una qualche informazione interessante che voglio sottolineare io cambio espressione... questo no, come mai?
Ho immaginato che fosse uno studioso, Uno di quelli che non sentono se piove o nevica (ma già, quando nevica non si sente), uno di quelli che la moglie lo chiama per mangiare e lui continua a leggere. I figli litigano furibondi e lui continua a leggere. Il tg avverte che è scoppiata la terza guerra mondiale e lui ... continua a leggere..
Diceva una mia amica "il mondo è bello perchè è vario" ed io aggiungo ma se non lo guardi come te ne accorgi ?

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