Credo capiti ad altri quello che da qualche giorno avverto nell'intimo.
Non so dire se ciò che sento sia localizzato nel cuore o nella mente.
Mi sento "spaesata", fuori luogo. Letteralmente soffro di essere in un posto mentre vorrei essere in un altro.
La cosa più preoccupante, tuttavia, non è questa, bensì quella di non sapere con esattezza dove vorrei essere piuttosto che qui.
Questa incertezza che naviga dentro, mi procura un senso oscuro di angoscia e di pianto sommesso, che non riesce però ad emergere.
Che fare? Come esorcizzare questo oscuro senso che mi fa sentire impotente?
Cosa cercare? E dove?
Inseguire con l'animo un attimo di "trapasso" da uno stadio all'altro per sperimentare ciò che i filosofi chiamano "felicità" potrebbe bastare? E quale scalino salire per usufruire di questa emozione che farebbe scaturire nell'animo un senso di pieneza sufficiente, almeno per quache istante, ad assaporare la sempre inseguita e mai trovata felicità?






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